27 ore di viaggio
L'imbarcazione si riempe di famiglie assonnate e di viaggiatori zaino in spalla, più che essere umani delle bestie. La barca parte e con la sua forte velocità in pochi minuti lascia Ko Lipe alle proprie spalle e si dirige verso Ko Tarutao dove si fermerà per una sosta. Ko Tarutao e le isole circostanti sono molto belle, peccato non esserci stati, ma, mai dire mai!
Dopo un'ora e mezza arriviamo al porto di Pak Bara che si trova su una laguna dal fondo bassissimo, dove i pescatori camminano alla ricerca di molluschi.
Il porto piccolissimo presenta un grande traffico di barche, parcheggiamo in sesta fila ed in maniera rocambolesca le nostre valigie e Magenta passano di man in mano fino a raggiungere la banchina, purtroppo il nostro trolley perde una ruota....
Il sole è molto forte e ci accaparriamo un biglietto per Hat Yai. Il nostro pulmino a 9 posti ha l'aria condizionata che non funziona, ma è il male minore! Comincia un'ora e mezza di terrore in cui ci caghiamo letteralmente a dosso!! Ebbene si, la cosa più pericolosa che ci può esssere in Thailandia è il guidatore di minivan del sud. Un Californiano che vive in questa zona da 5 anni ci racconta che questo guidatore è mediamente spericolato, la cosa non ci conforta!
Arriviamo a Hat Yai, e subito ci pentiamo di non aver pianificato una notte qui. La città non è bella, ma brulica di una attività mercantile verace che ci intriga.
Decidiamo di non farci tentare e trascorriamo qualche ora rilassata prima di prendere il nostro treno. Arriviamo al binario alle 16.00, ed abbiamo mezz'ora per sistemare i nostri bagagli troppo grandi per lo spazio preposto. La seconda classe costa un terzo della prima, è più pulita (passano a pulire ogni 30 minuti), si dorme nel senso di marcia del treno e nel pre-dormita si può condividere il viaggio con il resto del vagone.
Un'ottima scelta secondo il principio Thai: meno spendi è più hai.
La cena viene servita direttamente nei nostri posti a sedere e questa volta abbiamo anche un tavolino ad hoc montato dall'addetto, che ci permette di rifocillarci con calma.
Quando finiamo di mangiare, la maggior parte del treno dorme sogni tranquilli e decidiamo di farci preparare il nostro letto. Questo è il momento preferito di Magenta, non vede l'ora che il signore trasformi le nostre sedute in un fantastico letto a castello. I suoi occhi brillano di gioia e comincia a saltellare su e giu!
Ci svegliamo ad uno scambio binari rumoroso e poltriamo nei nostri letti con vista sulle risaie che da Hua Hin, residenza estiva del re, ci accompagneranno fino a Bangkok. Il signore chiude i nostri letti e prepara i posti per la colazione, tra il via vai di mamme thai che raggiungono il bagno per un make-up perfetto.
La stazione di Bangkok è più piccola del previsto e presenta una hall Neoclassica dove un tappeto umano aspetta la partenza del proprio treno. Con grande difficoltà prendiamo un taxi disposto ad attivare il tassametro e finalmente raggiungiamo il nostro albergo all'ombra dello State Tower e a due passi dal fiume.
Milano, 27 gennaio 2008

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